Il Ministero del Lavoro accende i motori dei nuovi incentivi destinati ai giovani che vogliono avviare un’attività imprenditoriale. Con il DM 11 luglio 2025 e l’ulteriore DM 8 ottobre 2025 n. 412, entrano ufficialmente in vigore “Autoimpiego Centro-Nord Italia” e “Resto al Sud 2.0”, due strumenti pensati per sostenere l’autoimprenditorialità nelle diverse aree del Paese.
L’obiettivo è chiaro: favorire la nascita di nuove attività economiche guidate da giovani under 35, offrendo contributi a fondo perduto e voucher per l’acquisto di beni e servizi indispensabili alla fase di avvio.
A chi si rivolgono le misure
Il target è definito con precisione. Possono presentare domanda i ragazzi tra 18 e 35 anni,
disoccupati,
inattivi o
inoccupati, compresi coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità o disagio sociale.
Accesso garantito anche ai partecipanti al programma GOL, inclusi i beneficiari di NASpI, che possono cumulare gli incentivi richiedendo l’indennità in un’unica soluzione.
Centro-Nord e Sud: due misure, due geografie
Il disegno delle agevolazioni segue una logica territoriale.
La condizione deve essere certificata con una dichiarazione sostitutiva. Una formalità, ma decisiva ai fini dell’ammissibilità.
Autoimpiego Centro-Nord Italia
Si rivolge alle iniziative con sede in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
Resto al Sud 2.0,
invece, copre le otto regioni meridionali: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Due strumenti distinti, calibrati sulle diverse esigenze economiche e sociali delle aree del Paese.
Quali attività sono finanziabili
Le agevolazioni interessano un ampio perimetro di iniziative economiche. Sono ammesse
attività di lavoro autonomo con partita IVA,
imprese individuali e
società (snc, sas, srl, cooperative), oltre alle
attività professionali anche in forma associata.
Un dettaglio importante: l’attività deve essere avviata nel mese precedente la domanda, ma deve risultare ancora inattiva al momento dell’invio dell’istanza. Una scelta pensata per garantire che il contributo supporti effettivamente la fase di start-up.
Nelle società possono essere presenti anche soci non beneficiari, purché controllo e amministrazione restino nelle mani dei giovani per almeno tre anni.
-quanto si può ottenere
Gli incentivi si presentano in due forme:
voucher e
contributi a fondo perduto per programmi di investimento.
Voucher
30.000 € per il Centro-Nord
40.000 € per il Sud
Gli importi salgono rispettivamente a 40.000 € e Accesso garantito anche ai partecipanti al programma GOL, inclusi i beneficiari di NASpI, che possono cumulare gli incentivi richiedendo l’indennità in un’unica soluzione. per iniziative innovative, digitali o con impatto sulla sostenibilità ambientale.
Contributi per investimenti
Fino al 65% della spesa (75% al Sud) per progetti fino a 120.000 €
Fino al 60% (70% al Sud) per progetti fino a 200.000 €
Un pacchetto di strumenti che, in alcuni casi, consente di coprire oltre i due terzi dell’investimento iniziale.
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Le spese ammissibili
Via libera a
macchinari,
software,
attrezzature,
piattaforme digitali,
sviluppo branding,
consulenze tecnico-specialistiche (fornite da ETS) e, per i programmi di investimento, anche a
opere edili fino al 50% del progetto.
Restano invece esclusi acquisti immobiliari, leasing, personale, utenze, materie prime e consulenze relative alla preparazione della domanda.
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Domande solo online: lo sportello di Invitalia
Le richieste vanno presentate solo online tramite lo sportello digitale di Invitalia, aperto dal 15 ottobre 2025 e attivo fino all’esaurimento delle risorse.
Servono SPID/CIE/CNS, PEC e firma digitale. L’iter prevede compilazione del form, caricamento degli allegati, firma del PDF generato e invio telematico. Ogni richiedente può presentare una sola domanda, salvo diniego della prima.
Non è obbligatorio seguire i percorsi formativi previsti dal decreto, ma farlo assicura un punteggio premiale.
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Tempi, valutazione ed erogazione
Invitalia valuta le domande in ordine cronologico, con un tempo massimo di 90 giorni per l’emissione del provvedimento di concessione.
I contributi possono essere erogati in più step, con un primo stato di avanzamento (SAL) tra il 30% e il 70% delle spese e un saldo finale. Quest’ultimo deve essere richiesto entro tre mesi dall’ultimo pagamento, e comunque non oltre il 30 giugno 2028, termine perentorio fissato dal decreto.
Su richiesta, i fondi possono essere ricevuti tramite conto corrente vincolato.
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Controlli e possibili revoche
Invitalia e il Ministero del Lavoro possono effettuare controlli in qualsiasi momento. Le cause di revoca includono irregolarità documentali, mancato rispetto dei requisiti, trasferimento dell’attività fuori area, cessazione o vendita nei primi tre anni, mancata collaborazione ai controlli.
In caso di revoca totale scatta l’obbligo di restituire le somme percepite, con eventuale recupero coattivo.
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Una nuova chance per i giovani che vogliono mettersi in proprio
Con “Autoimpiego Centro-Nord Italia” e “Resto al Sud 2.0”, lo Stato punta a sostenere la nascita di nuove imprese giovanili attraverso un sostegno economico significativo e procedure digitalizzate.
Gli incentivi rappresentano un’occasione concreta per chi vuole trasformare un progetto in un’attività, soprattutto in un contesto in cui l’accesso al credito resta complesso per molti giovani. La sfida ora è cogliere l’opportunità e presentare domande solide, ben progettate e in linea con i criteri stabiliti.