Bonus 200 euro partite IVA, quando arriva la procedura per fare domanda?*

Bonus 200 euro partite IVA, quando arriva la procedura per fare domanda?*

Bonus 200 euro partite IVA, quando arriva la procedura per fare domanda? È necessario attendere la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale, verosimilmente non sarà possibile richiederlo prima del 20 settembre. E si parla di un click day unico per tutte le tipologie di beneficiari che rientrano nella categoria.

Bonus 200 euro, le partite IVA restano ancora in attesa dell’indennità contro il caro prezzi: quando arriva la procedura che permetterà ad autonomi e professionisti di fare domanda? Si parla da mesi di questa forma di aiuto contro l’inflazione e la maggior parte degli altri beneficiari e delle altre beneficiarie lo hanno già ricevuto.

Ma una risposta certa ancora non c’è, la macchina organizzativa dell’INPS e delle casse previdenziali dovrebbe partire nelle prossime settimane.

Il primo traguardo da raggiungere è la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo dell’articolo 33 del DL n. 50 del 2022 in materia di contributo una tantum a favore di lavoratori autonomi e liberi professionisti

In attesa del via libera della Corte dei Conti, si è tenuta una riunione tecnica tra le strutture delle Casse ed Enti Previdenziali direttamente coinvolte dal provvedimento normativo. Secondo i rappresentanti delle Casse ed Enti Previdenziali l’avvio della presentazione delle domande sarà possibile non prima di due giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento attuativo e, comunque, non prima del 20 settembre 2022 e si chiuderà tassativamente il 30 novembre 2022.

Coloro che non hanno superato i 35.000 euro di reddito nel 2021 e rispettano gli altri requisiti richiesti dovranno inviare la domanda per ottenere il pagamento all’INPS o alle Casse professionali, in base all’iscrizione.

La chiusura dello sportello, di contro, avverrà il 30 novembre prossimo venturo, termine che coincide con quello previsto per la trasmissione della dichiarazione dei redditi. In questo modo, almeno secondo le intenzioni, i rischi di errori nel computo del reddito dovrebbero ridursi.

Nel corso dell’appuntamento, inoltre, è stato effettuato un approfondimento in merito alla capienza delle risorse disponibili. Secondo le realtà presenti lo stanziamento inizialmente ipotizzato dall’esecutivo dovrebbe rivelarsi sufficiente rispetto ai potenziali beneficiari, aspetto fra l’altro confermato nella Relazione tecnica al successivo Decreto-legge 115 del 2022. Si prevedono meno di tre milioni di domande, quelle sufficiente a esaurire le risorse.

* Fonti: Informazione Fiscale, Fiscal Focus

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