Stop all’esenzione IRPEF per gli agricoltori dal 2024: tassati in misura piena i redditi agrari e dominicali

Stop all’esenzione IRPEF per gli agricoltori dal 2024: tassati in misura piena i redditi agrari e dominicali

La Legge di Bilancio 2024 non ha confermato l’esenzione IRPEF per gli agricoltori. Torna la tassazione ordinaria per i redditi agrari e dominicali, dopo sette anni di agevolazioni introdotte per supportare il settore (*).

Esenzione IRPEF non confermata per gli agricoltori nel 2024.

Nel testo della Legge di Bilancio 2024 non è stata prorogata l’agevolazione che, negli ultimi sette anni, ha consentito di beneficiare dell’esenzione per i redditi dominicali e agrari.

I redditi prodotti dalle attività agricole tornano quindi nell’alveo delle regole ordinarie di tassazione e coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali dovranno quindi far fronte ad un aumento delle imposte dovute.

Stop all’esenzione IRPEF per gli agricoltori dal 2024: tassati in misura piena i redditi agrari e dominicali

È stato l’articolo 1, comma 44 della legge n. 232/2016, la Legge di Bilancio 2017, ad aver introdotto originariamente l’esenzione IRPEF per i redditi agrari e dominicali prodotti da coltivatori diretti e IAP, misura prevista inizialmente per il triennio 2017-2019 e successivamente prorogata di anno in anno.

La proroga dell’esenzione IRPEF per gli agricoltori è rimasta uno standard fino alla scorsa Manovra e, ad ultimo, il rinnovo della misura è contenuta nell’articolo 1, comma 80 della Legge di Bilancio 2023.

La mancata riproposizione della misura nella Legge di Bilancio 2024 ha fatto quindi arrivare a naturale scadenza l’agevolazione, che cessa i suoi effetti a partire dal 1° gennaio per i 431.215 lavoratori agricoli autonomi censiti dall’INPS nell’ultimo Osservatorio pubblicato a novembre dello scorso anno.

Sarà quindi fruibile esclusivamente fino al 31 dicembre 2023 (e quindi con la dichiarazione dei redditi 2024) l’esclusione dal calcolo della base imponibile ai fini IRPEF dei redditi dominicali e agrari prodotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola.

A partire dai redditi prodotti nel 2024, e quindi sul fronte operativo in sede di predisposizione della dichiarazione da presentare nel 2025, le somme prodotte concorreranno al calcolo della base imponibile, valore sul quale bisognerà applicare le aliquote IRPEF previste sulla base del relativo scaglione di riferimento.

Tassazione piena dei redditi prodotti dal 2024 per oltre 430.000 lavoratori agricoli autonomi

La mancata proroga dell’agevolazione, introdotta e rinnovata negli anni per agevolare un settore da sempre caratterizzato da criticità dovute a fattori metereologici imprevisti e, nell’ultimo periodo, dagli effetti dell’inflazione, comporterà inevitabilmente un aumento delle imposte dovute dai lavoratori agricoli autonomi.

Con la dichiarazione dei redditi 2025 tornerà quindi la tassazione ordinaria dei terreni anche per CD e IAP, basata sulle rendite catastali: il reddito dominicale andrà rivalutato dell’80 per cento e poi del 30 per cento, mentre il reddito agrario dovrà essere calcolato rivalutando la tariffa d’estimo risultante dal catasto del 70 per cento.

I dati così determinati andranno indicati nel quadro RA del modello Redditi, al fine di calcolare correttamente il reddito dei terreni, suddiviso per l’appunto in reddito dominicale o agrario.

Venuto meno l’esonero ai fini IRPEF, verranno conseguentemente meno le istruzioni specifiche di compilazione e, in particolare, la necessità per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di barrare l’apposita casella nella Colonna 10, utile per consentire all’Agenzia delle Entrate di escludere le somme indicate dal calcolo della base imponibile.

(*) Fonte Eutekne

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